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Osservatorio sull'industria alimentare

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Babbo Natale alla Coca

Nicola Lagioia   

(Testo tratto da: Babbo Natale Fazi Editore)

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Pubblicità della Coca-Cola nel 1907. Il gentiluomo in frak e tubino, chiamato a testimoniare la bontà della Coca-Cola, è ambientato in una soda fountain, un locale in cui erano vendute bevande gasate. I pubblicitari della Coca-Cola si prendono cura del gentiluomo, così preso dalla vita mondana: "Per alleviare la fatica rinfrescati prima o dopo il vortice spossante di una serata mondana. L'effetto leggermente tonico della Coca Cola allieva la fatica e calma i nervi tesi senza eccessive stimolazioni. E' genuina, buona al palato ed aiuta la digestione" 

Il processo fu celebrato a Chattanooga e fu un buon prototipo di quegli show sotto le coltri di procedimento giudiziario che appassioneranno gli States negli anni a venire. Innanzitutto l’ accusa: si contestava alla bibita di essere adulterata con sostanze pericolose (nello specifico la caffeina) e di avere una denominazione ingannevole – nella sua composizione non c’ era più cocaina mentre la percentuale di noce di cola sfiorava l’infinitesimale. Quest’ultima imputazione fu un esercizio di comicità involontaria in carta bollata: se la Coca-Cola avesse davvero contenuto cocaina, avrebbe trasformato la sua azienda nel più grande spacciatore di droga del pianeta.

Nella ricetta originale della Coca-Cola vi era anche una parte riservata all'estratto di foglie di coca. In questa pubblicità dell'inizio del Novecento è richiamato l'effetto stimolante della Coca-Cola: "Stanco? Allora bevi Coca-Cola.  Allevia la spossatezza" 

Il tribunale di Chattanooga ospitò una sfilata di deposizioni in stato di sovra-eccitazione, pronte a dipingere la Coca-Cola come un perfetto distillato del demonio o, al contrario, come presenza immacolata in un mondo di avvoltoi. I giornali seguirono il dibattimento come se si fosse trattato di una finale di superbowl; furono talmente contagiati dal clima scatenato che si respirava in città che l’ Atlanta Georgian poté titolare: «Otto Coca-Cola contengono abbastanza caffeina da uccidere».

Chimici e farmacologi presentarono dettagliatissime deposizioni tecniche che mandarono in confusione i membri della giuria popolare. Si discusse, si controdiscusse, si pubblicarono fiumi di inchiostro e alla fine il giudice Edward Terry Sanford chiuse lo show: dopo aver espresso la sua opinione ordinò praticamente alla giuria di riunirsi e di tornare in aula con un verdetto favorevole alla Coca-Cola. La bibita non rischiò più di essere ritirata dal commercio né fu costretta a rivedere la sua formula. L’unico cambiamento riguarderà la strategia pubblicitaria dell’azienda. 

Gli avvocati difensori della Coca-Cola non avevano contestato gli effetti negativi della caffeina sui giovanissimi – avevano però cercato di aggirare l’ostacolo dichiarando che i più piccoli non erano consumatori abituali della bibita, il che contrastava con le pubblicità del periodo che ritraevano bambini intenti a bere Coca-Cola insieme ai genitori. Così, dopo il 1911, fu proibito l’utilizzo di materiale pubblicitario in cui ci fossero bambini di età inferiore a dodici anni nell’atto di bere Coca-Cola. Se i danni erano stati limitati al massimo, l’azienda rischiava di perdere una fetta fondamentale di consumatori, sopratutto se si considera il ruolo sempre più importante che la pubblicità sarà destinata a giocare negli anni a venire. 

Siamo nel 1931: la Coca-Cola, che fino a qualche tempo prima veniva soprattutto servita nei bar, poteva adesso essere acquistata in confezioni da conservarsi nei frigoriferi domestici. Si trattò di un cambiamento epocale. 

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Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973, ha scritto i romanzi Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (minimum fax, 2001) e Occidente per principianti (Einaudi, 2004). Con Christian Raimo ha curato l'antologia di letteratura italiana La qualità dell'aria (minimum fax 2004). È uno dei quattro componenti di Babette Factory, autori del romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). 


Indice delle schede e dei materiali sulla Coca-Cola:

Mini-presentazione

I 400 marchi e prodotti della Coca-Cola nel mondo

La Coca-Cola HBC

La Coca-Cola in Italia

La Coca-Cola e Assobibe

Coca-Cola per tutti, animazione di El Loro

Le imitazioni della Coca-Cola e il collezionismo

I molti volti della Coca-Cola sui mercati nazionali

Una galleria di home page nazionali della Coca-Cola

La Coca-Cola, l'acido fosforico e l'osteoporosi

La Coca-Cola, l'acido fosforico e la cannuccia

La Coca-Cola nell'arte contemporanea

La Coca-Cola e l'invenzione di Babbo Natale

Breve storia della Coca-Cola, dalla preistoria ai giorni nostri

Una galleria di 28 opere d'arte 'dedicate' alla Coca-Cola

Collezionismo e feticismo Coca-Cola: 84 oggetti e una stanza

La bara Coca-Cola, ovvero: la Coca-Cola anche da morto

La Coca-Cola nel Sud d'Italia

I giovani e la Coca-Cola in Italia: opinioni a confronto

Il ciclo di produzione della Coca-Cola

La Coca-Cola non è sola

Un prodotto Coca-Cola: Powerade

Coca-Cola: la seconda invasione del Giappone

Città e cittadini su misura: la collezione Coca-Cola Town Square

La collezione Coca-Cola Town Square: 27 miniature e due città

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