Parole difficili: Consumo critico e boicottaggio

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Consumo critico e boicottaggio

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L'atteggiamento etico delle imprese secondo l'Agenzia Monster

Il boicottaggio

 

lI boicottaggio, inteso come "strumento democratico", ed efficace, che i consumatori hanno a disposizione per costringere le Aziende ritenute non etiche a rivedere il proprio comportamento, è invece una scelta più radicale [delle campagne di pressione], una scelta decisa e mirata su un prodotto od azienda specifica. Esso consiste nella interruzione volontaria, temporanea, dell'acquisto di prodotti , generalmente accompagnata da una intensa campagna stampa, avente il fine ultimo di far desistere le aziende dalla adozione di certe politiche aziendali.

Le campagne di boicottaggio sono difficili; alcune di queste non raggiungono l'obiettivo per tantissimi anni ed ormai i grandi gruppi economici riescono ad reagire in maniera rapida, formando cartelli in settori vitali come quello farmaceutico, agro-alimentare o delle comunicazioni, al fine di contenere e limitare l'efficacia di dette campagne.

L'esperienza, comunque, dimostra che dove i consumatori si fanno sentire, le imprese sono disposte a cambiare, non perché si convertono all'ambiente o alla giustizia, ma perché non vogliono perdere quote di mercato. La pressione dei consumatori e dell'opinione pubblica ha indotto multinazionali famose come Del Monte, Levi's e Reebok ad adottare un codice di comportamento per il rispetto dei lavoratori. In Europa, realtà consolidate quali Coop ed Ikea, hanno deciso di vendere solo prodotti di aziende che garantiscano il non utilizzo di lavoro minorile, ed in generale il rispetto dei lavoratori.

Appare chiaro che questa consapevolezza, del nuovo ruolo dei consumatori, si sta configurando come un fenomeno sempre più esteso, che va ben oltre la nicchia del prodotto biologico o del turismo solidale. Il consumo critico testimonia il diffondersi di una logica di crescente responsabilizzazione nell'atto di acquisto e che oggi si esprime in comportamenti sempre più definiti e concreti, anche sotto il profilo della sanzione.

Il fatto che il consumatore non si limiti semplicemente a penalizzare o premiare i comportamenti delle aziende - acquistandone oppure no i prodotti - è indice di un'evoluzione delle scelte di acquisto verso un processo di valutazione sempre più complesso, in cui il peso delle variabili immateriali è divenuto sempre più crescente: il prodotto, il servizio, il marchio stesso di un'azienda non rappresenta più solo la qualità finale del prodotto, ma sempre più ciò che ci è a monte, ovvero ciò che l'azienda rappresenta, comunica, promette, ma soprattutto fa.



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Fonte: Agenzia Monster

Immagini: tratte dal sito trilingue Artvilla.net (inglese, olandese, catalano)


Le pagine sul boicottaggio e il feticismo sono nate in appoggio all'Osservatorio sull'industria alimentare. L'Osservatorio documenta la presenza nella vita quotidiana delle grandi multinazionali alimentari:

  Barilla  Coca-Cola Ferrero Pepsi Danone Kraft  Masterfoods McDonald's Nestlé Procter & Gamble Unilever Heinz