Parole difficili: Consumo critico e boicottaggio

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Consumo critico e boicottaggio

Materiali


L'atteggiamento etico delle imprese secondo l'Agenzia Monster

Il consumo critico e le campagne di pressione

 

Il consumo critico consiste in un atteggiamento di scelta sui prodotti acquistati quotidianamente, non solo in base al prezzo od alla qualità, ma anche in base ad altri indicatori, relativi all'eticità del comportamento aziendale. Il consumo critico ricerca consapevolmente ed esclusivamente prodotti il provenienti da aziende che:

* adottano sistemi di produzione che non nuocciono all'ambiente ed alla salute dei consumatori,
* si sono distinte per l'impegno in campo sociale e per l'attenzione nei confronti delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti

Compra, consuma, getta!


Rientra nelle azioni tipiche del consumo critico anche il GAS (Gruppo di Acquisto Solidale). Chi ha dimestichezza con la spesa di casa, avrà senz'altro notato il fiorire di prodotti e negozi cosiddetti alternativi, rispetto ai normali prodotti e canali di acquisto. Un gruppo di acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti.

Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell'ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che, a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze, subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale imperante, alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. I GAS sono quindi delle unioni di consumatori che hanno scelto una via "etica" all'acquisto.

In definitiva il consumo critico mira a far cambiare l'atteggiamento dell'azienda usando le loro stesse regole del gioco (domanda ed offerta). Scegliendo cosa comprare e cosa scartare, il consumatore indica all'azienda quali sono i "comportamenti" approvati e quali quelli condannati.

Manifesto della campagna di pressione della Framework Convention on Tobacco Control (FCTC) contro la Philip Morris/Kraft


Le campagne di pressione rappresentano un ulteriore passo avanti organizzativo e presuppongono l'intervento di più soggetti vista la loro implicita complessità. Il loro fine ultimo è l'informazione e per far si che questa sia la più completa ed efficace possibile, generalmente presuppongono un lungo lavoro di ricerca e verifica.

La fase successiva è la "campagna di pressione" vera e propria, che consiste nell'organizzazione di campagne di opinione pubblica in cui si chiede all'impresa, all'istituzione, talvolta a un Ente Governativo, di cambiare un comportamento che è stato valutato come scorretto o comunque non "etico". Gli strumenti più usati sono: invio cartoline; email; organizzazione di banchetti e tende informative aventi il duplice scopo di informare e raccogliere adesioni e fondi; azioni cosiddette di strada, come quelle messe in atto da Organizzazioni quali Greenpeace, che hanno un forte impatto mediatico.


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Fonte del testo: Agenzia Monster


Le pagine sul boicottaggio e il feticismo sono nate in appoggio all'Osservatorio sull'industria alimentare. L'Osservatorio documenta la presenza nella vita quotidiana delle grandi multinazionali alimentari:

  Barilla  Coca-Cola Ferrero Pepsi Danone Kraft  Masterfoods McDonald's Nestlé Procter & Gamble Unilever Heinz