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Parole difficili: Feticismo |
Il feticismo in Freud e Marx
La negazione di un'assenza
Luigi Cavallaro
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Nella sua più celebre discussione del tema (Feticismo, 1927), Sigmund Freud riconduce l’essenza del feticismo alla negazione di un’assenza: «Le cose, dunque, sono andate così: il maschietto si è rifiutato di prendere cognizione di un dato della propria percezione, quello attestante che la donna non possiede il pene. No, questa cosa non può essere vera giacché, se la donna è evirata, vuol dire che egli stesso è minacciato nel proprio possesso del pene». |
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Nella sua più celebre discussione del tema (Feticismo, 1927), Sigmund Freud riconduce l’essenza del feticismo alla negazione di un’assenza: «Le cose, dunque, sono andate così: il maschietto si è rifiutato di prendere cognizione di un dato della propria percezione, quello attestante che la donna non possiede il pene. No, questa cosa non può essere vera giacché, se la donna è evirata, vuol dire che egli stesso è minacciato nel proprio possesso del pene». |
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Il feticcio, dunque, sorge come mezzo per combattere la paura indotta dalla possibilità della castrazione. Ne è un classico esempio il piede femminile
(Freud ne riferisce in una riunione della Società psicoanalitica di Vienna dell’11 marzo 1914): esso, infatti, viene a fare le veci di quella rappresentazione – il pene femminile – che il principio di realtà ci esorta ad abbandonare, ma alla quale affettivamente non siamo capaci di rinunciare senza per ciò stesso compromettere la nostra sicurezza nei riguardi del mondo esterno; «è il segno – scrive ancora Freud – di una vittoria trionfante contro la minaccia di evirazione e una protezione contro quella minaccia». Il bambino ha mantenuto intatta la propria fede nel fatto che la donna abbia il fallo, ma al contempo l’ha abbandonata: nella sfera psichica, infatti, la donna continua a possedere il pene, ma il feticcio ha preso il suo posto e ha ereditato l’interesse narcisistico che gli era rivolto. |
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Fonte del testo: Luigi Cavallaro, Il Manifesto
L'immagine: Funghi coltivabili, chiamati Penis Envy (invidia del pene)
Commento. Il punto centrale dell'argomentazione di Freud e Marx è perfettamente sintetizzato da Cavallaro nei termini negazione di un'assenza. Secondo la definizione di De Mauro, "feticismo delle merci, nel pensiero marxiano, è la circostanza tipica di una società capitalistica, per la quale la merce non è solo un oggetto fisico, ma assume un valore sociale o antropologico". Se la Coca-Cola assume/impone i 'valori sociali' della giovinezza, spensieratezza, socialità, sensualità, allora il consumo della Coca-Cola assume la forma della negazione dell'assenza nella vita quotidiana dei 'valori 'sociali' appena citati. Il collezionista di lattine Coca-Cola rende visibile, ostenta liberamente un feticismo largamente condiviso.
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Le pagine sul boicottaggio e il feticismo sono nate in appoggio all'Osservatorio sull'industria alimentare. L'Osservatorio documenta la presenza nella vita quotidiana delle grandi multinazionali alimentari: Barilla Coca-Cola Ferrero Pepsi Danone Kraft Masterfoods McDonald's Nestlé Procter & Gamble Unilever Heinz
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